![Logo Diesis - collega alla home page del sito [collegamento a pagina interna]](logo_diesis.jpg)
Diesis - sicurezza globale a 360 gradi. Gamma ampia e completa di prodotti e accessori per sistemi TVCC e videosorveglianza, sistemi integrati di sicurezza, rivelazione gas, rivelazione incendio, controllo accessi e biometria.
[ pagine ad alta accessibilità ] [ visualizzazione standard ] [ stampa la pagina ] [ sei in Teoria Sistemi TVCC ] [ Back ]In un sistema televisivo a circuito chiuso occorre prestare
molta attenzione alla scelta dell’obiettivo in quanto,
seppur considerato alla stregua di un normale accessorio,
è un componente importantissimo che può, se scelto
con superficialità, compromettere la funzionalità
del sistema stesso.
Meccanicamente, l’obiettivo è un insieme di lenti in
grado di modificare l’andamento dei raggi luminosi che lo
attraversano focalizzando l’immagine sul CCD.
Le sue caratteristiche principali sono la lunghezza focale
espressa in mm., la luminosità o F espressa
in apertura del diaframma e il formato

La lunghezza focale di un obiettivo è il valore in
millimetri che definisce la distanza tra il punto nodale ed il
piano di formazione dell’immagine.
Come si nota dal disegno, la lunghezza focale
dell%rsquo;obiettivo è in relazione all’angolo di
ripresa ed al formato del CCD

Difatti, aumentando la lunghezza focale, diminuisce
l’angolo di ripresa e viceversa. Allo stesso modo si
evidenzia che, a parità di lunghezza focale
dell’obiettivo, l’angolo di ripresa cambierà
in funzione del formato del CCD.
La scelta della lunghezza focale necessaria alla ripresa
desiderata deve tenere conto del formato dell’obiettivo,
del formato del CCD, che deve essere uguale o minore a quello
dell’obiettivo, della distanza del soggetto e dalla
ampiezza della scena ripresa.
Un modo veloce e preciso che permette di trovare la focale
necessaria alla ripresa desiderata è l’utilizzo di
un regolo dedicato, normalmente distribuito dai migliori
costruttori di obiettivi.
In mancanza del regolo, è consigliabile l’utilizzo
della seguente formula:

La funzione del diaframma in un obiettivo è quella di
permettere il passaggio della luce sull’elemento sensibile,
di ottenere profondità di campo e di correggere
aberrazioni cromatiche.
Gli obiettivi con diaframma manuale sono consigliabili
quando non esistono variazioni estreme di illuminazione della
scena ripresa in quanto il diaframma viene impostato manualmente
durante l’installazione e non è possibile variarlo
al modificarsi delle condizioni di luce.
Le telecamere equipaggiate con otturatore elettronico
(Shutter) ovviano ai limiti di un obiettivo a diaframma
manuale consentendo una notevole escursione
dell’illuminazione della scena in quanto riducono il tempo
di sensibilizzazione del sensore prima del trasferimento.
Ciò nonostante, per utilizzi in ambienti esterni, è
sempre consigliabile un obiettivo a diaframma automatico
(Auto Iris), anche se la telecamera possiede uno shutter elevato
in quanto si otterrà sempre una migliore risposta in
condizione di scarsa luminosità ed una migliore
profondità di campo.
Gli obiettivi a diaframma automatico si dividono in due
categorie: con elettronica incorporata (Asserviti) o a
controllo diretto (DC Iris o No Drive). La maggior
parte delle telecamere oggi in commercio, prevede la
possibilità di montare sia obiettivi Auto Iris a controllo
galvanico dell’iride che gli obiettivi asserviti con
elettronica incorporata.
La profondità di campo è la zona perfettamente a
fuoco che permette ad un soggetto di muoversi sull’asse di
ripresa.
La profondità di campo aumenta con la chiusura del
diaframma e, a parità di condizioni, diminuisce con
l’aumentare della lunghezza focale.
Gli obiettivi a diaframma automatico ottengono la massima
profondità di campo durante il giorno e minima durante la
notte. Per questo motivo si consiglia di regolare il fuoco di un
obiettivo Auto Iris tramite l’utilizzo di un filtro a
densità neutra, in modo da simulare condizioni di scarsa
luminosità ed ottenere così le migliori prestazioni
durante il funzionamento normale.
Nella gamma di ottiche utilizzabili in sistemi TVCC, una
particolare attenzione deve essere riservata agli obiettivi
asferici.
Questo particolare obiettivo permette di ottenere eccellenti
risultati in quanto, grazie alle caratteristiche di alta
luminosità, permette alle telecamere di migliorare il
proprio valore di sensibilità in condizioni di bassissima
luminosità.
In funzione di una apertura minima di diaframma maggiore delle
ottiche tradizionali (F=0,75 invece che F=1,2-1,4) consentono una
migliore trasmissione della luce sull’elemento
sensibile.
Ad esempio, una telecamera equipaggiata con ottica tradizionale
con valore di apertura massima di diaframma F=1,4
necessiterà di una illuminazione minima di 0,08 Lux
riflessa sulla scena mentre, se equipaggiata con ottica asferica
con F=0,75, vedrà aumentare il proprio valore di
sensibilità fino ad 0,02 Lux, riducendo di 1/3 il valore
minimo di luce necessaria.
Come abbiamo visto, il connubio tra telecamera ed obiettivo
è un elemento importantissimo da non sottovalutare nella
progettazione di un sistema TVCC in quanto, considerando i
parametri tipici sia della telecamera (risoluzione,
sensibilità, shutter elettronico) che dell’obiettivo
(apertura minima e massima del diaframma), può variare di
molto il risultato finale di quanto ripreso.
In funzione della scelta che andremo a compiere in termini di
telecamere ed obiettivi, potremo passare da una immagine
insoddisfacente e povera di informazioni ad una immagine
egregia.
Possiamo effettuare una prima selezione delle apparecchiature che
andremo ad utilizzare affidandoci alle caratteristiche tecniche
riportate dai Costruttori, a patto che si sia in grado di
interpretarle correttamente.
Non è una novità difatti che, molto spesso, quanto
riportato sulle schede tecniche non corrispondano alla
realtà o, più precisamente, si può affermare
che tra i produttori esistono modalità diverse di
misurazione dei valori sopra riportati.
Ad esempio, per quanto riguarda la sensibilità di un
sensore CCD, parametro difficilmente misurabile senza adeguati
strumenti, avremo indicazioni diverse a seconda di dove andremo a
misurare questo importante parametro.
Sarà un valore altissimo se indicheremo il dato rilevato
direttamente sul sensore, diminuirà se la misura
verrà effettuata sull’ottica, scendendo
drasticamente se la valuteremo direttamente sulla scena.
Non tutti i produttori adottano la misurazione più reale,
cioè quella effettuata direttamente sulla scena, indicando
anche con quale apertura di diaframma stava lavorando
l’ottica e con quale percentuale di luce riflessa è
stata effettuata.
Anche il valore della risoluzione di una telecamera, altro
parametro misurabile solo con opportuni strumenti, può
riservare difficoltà di valutazione in quanto, qualche
produttore, tende ad arrotondare per eccesso il dato reale.
Un metodo veloce per verificare se la risoluzione dichiarata
nelle schede tecniche corrisponde al vero, si ottiene
moltiplicando il numero di Pixel orizzontali del sensore CCD per
0,75. Questo valore è dato dal fatto che, nei CCD a
trasferimento di linea, circa il 25-30% dei Pixel orizzontali
disponibili sul CCD vengono mascherati ed impiegati per il
trasferimento dell’informazione di interlinea (Zona
Memoria) e solo il 70-75% servono realmente alla formazione del
segnale video (Zona Immagine).
Un altro aspetto da considerare è il diaframma degli
obiettivi.
Un buon costruttore indicherà non solo il valore di
massima apertura (F minimo), utilissimo in condizione di scarsa
luminosità per esaltare la sensibilità delle
telecamere, ma dichiarerà anche il valore di minima
apertura (F massimo), indispensabile in condizioni di elevata
luminosità e/o controluce.